SBAGLIANDO SI IMPARA

Questo è un detto popolare che immagino tutti conosciate ma il vero significato di queste parole sono veramente di facile e totale comprensione?

Credo di sì, ossia preso atto dell’errore commesso e dell’effetto “negativo” prodotto è bene comprendere che la prossima volta sarà meglio fare diversamente.

Io aggiungo quest’altra riflessione.

Sapete quanto sia importante saper dire: "Ho sbagliato"?

 

È la base per poter iniziare a comprendere quanto si può ESSERE capaci e soprattutto DIVENTARE VERAMENTE capaci.

Quando si ammette a se stessi di aver sbagliato si compie un grandissimo atto di amore nei propri confronti:

 

-         ammetto a me stesso di non essere infallibile;

-         ammetto a me stesso di non essere perfetto;

-         mi permetto di vedere le mie debolezze;

-         mi permetto di vedere la mia insicurezza;

-         mi permetto di vedere la mia presunzione;

-         mi permetto di vedere i miei limiti e dunque se li vedo posso superarli;

-         mi permetto di fare un grande atto di umiltà verso me stesso;

-         mi permetto di vedere cosa non mi consente di ammettere di aver sbagliato!

 

Mi permetto di vedere che ho tanto timore di “non essere capace”, dunque quando in qualche forma sbaglio temo di affrontare quella paura.

Al contrario, però, quante cose belle mi regalo avendo il coraggio di dirmi due semplici paroline: "Ho sbagliato".

 

La perfezione non è una condizione presente in questa dimensione, l’essere umano non è perfetto, non lo può essere per struttura energetica che ospita in modo importante una parte egoica, la quale facilmente si rappresenta in modalità discutibile, opinabile e interpretabile.

Possiamo essere perfettibili, cioè cercare ogni giorno, in tutto ciò che facciamo e siamo, di dare il meglio di noi, per il bene nostro e degli altri; questo sì che lo possiamo fare!

La perfezione appartiene alla condizione dello Spirito ma l’essere umano certo non vive 24 ore al giorno in quello stato, altrimenti  saremmo tutti degli Illuminati.

Ammettere di aver sbagliato significa ammettere a se stesso di essere un comune essere umano che può anche non essere perfetto ma che ce la sta mettendo tutta per migliorarsi.

Ammettere di aver sbagliato di fronte alla persona a cui si è arrecato un danno vuol dire ancora qualcosa in più: vuol dire rispetto per chi ti sta di fronte ma chi ti sta di fronte è il tuo specchio; dunque, a chi offri rispetto in quel momento? A te stesso.

Ammettere a te stesso di aver sbagliato sarà davvero il primo vero grande passo verso una condizione fondamentale e necessaria per la crescita dell’individuo: SAPERSI AMARE, amare di sé anche ciò che si ritiene essere NON perfetto.

 

TU SEI comunque perfetto così come sei!

 

Ora aggiungo qualcosa che può creare stupore: “Sappi che…anche se non sarai perfetto gli altri ti ameranno ugualmente!”.

Il Cuore è quello che conta e solo nel cuore risiede la linfa vitale per far crescere di te la Meraviglia che sei!

Chi cammina sulla strada della consapevolezza ad un certo punto comprende che non si sbaglia nulla, non esiste l’errore, in quanto esso diviene tale solo in virtù di un giudizio. Di fatto tutto è solo esperienza che insegna, che ci parla, che ci indica la strada per far fiorire quella Meraviglia che è dentro ad ognuno di noi.

 

Sonia Bottacin

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Commenti: 4
  • #1

    Lina Panero (martedì, 06 dicembre 2016 18:40)

    ParoleSAC Re!!!!!! Grazie mille per

  • #2

    roberto (mercoledì, 07 dicembre 2016 10:25)

    GRAZIE DELLA SEMPLICITA

  • #3

    Franco (mercoledì, 07 dicembre 2016 14:37)

    Grazie Sonia stò comprendendo

  • #4

    Andrea (martedì, 30 maggio 2017 18:20)

    Grazie grazie grazie