A COSA SERVE UN PERCORSO DI CRESCITA PERSONALE? Cercare o cambiare lavoro

 A partire da questo articolo ne seguiranno altri che si baseranno sul comune vissuto delle persone, sulle situazioni di vita recanti disagio e sofferenza che portano poi obbligatoriamente le persone a vivere continuamente in uno stato di insoddisfazione e malessere generale.

Attraverso la “crescita personale” si può arrivare alla presa di coscienza dei blocchi psicologici ed emotivi e dei limiti che crediamo di avere. Con le tecniche energetiche appropriate possiamo destrutturare tutto ciò che ci limita e diventare più determinati nel focalizzare i nostri obiettivi, migliorando decisamente il tono d’umore della nostra vita. Ci possiamo concedere di vivere con il sorriso e nel pieno appagamento interiore di ciò che siamo, esprimendo nella vita reale di tutti i giorni le nostre potenzialità.

(visita nel nostro sito le pagine del P.E.M. e del Rubino)

 


 

 

CERCARE O CAMBIARE LAVORO

 

Spesso si sentono le persone esprimersi con queste frasi:

 “Non riesco a trovare lavoro” oppure “Sono senza lavoro” oppure “Non c’è lavoro in giro, sono disoccupato/a”.

Ancora una volta sottolineo e ribadisco che noi siamo “fatti” delle nostre convinzioni. L’individuo ha la capacità di creare la propria realtà attraverso l’emissione di vibrazioni che a sua insaputa emette attraverso il nucleo energetico (vedi articolo Essere Umano=Materia+Energia ). Così facendo ogni persona dà energia creativa alle proprie convinzioni e inconsciamente muove la propria realtà plasmandola in modo tale che diventi la rappresentazione esteriore del proprio mondo interiore, comprese le paure. Non dico che chi non trova lavoro è necessariamente un fannullone, piuttosto non sa di essere incastrato in certi suoi meccanismi INCONSCI di cui non ne conosce l’esistenza.

Dunque vi sollecito nel farvi riflettere su alcune cose:

  • avete notato che ci sono persone che pur non avendo un posto fisso non sono mai disoccupate o comunque lo sono solo quei pochi giorni tra il cambio di un lavoro e l’altro?
  • avete notato, INVECE, che ci sono persone che non trovano mai il lavoro adeguato o non lo trovano affatto o lavorano 3,4,5, giorni, magari 10 giorni e poi la loro esperienza lavorativa termina in brevissimo tempo?
  • avete notato che tra ragazzi laureati nello stesso periodo e con lo stesso punteggio c’è chi trova subito lavoro ed altri che, pur avendo inviato decine di curriculum, non trovano uno straccio di impiego.

Non si tratta di essere più o meno “fortunati”. La motivazione di tutto questo è da ricercarsi nel tipo di intenzione che è presente nell’interiorità della persona rispetto al trovare o meno lavoro, ossia nella vera o menzognera intenzione di voler trovare un lavoro e nello svantaggio o nel vantaggio che possono trarne dal trovarlo o meno.

Ecco per voi degli esempi tratti da veri vissuti di persone mie conoscenti.

Ho un amico, ormai ultracinquantenne, di quelli che se la cavano a fare un po’ di tutto: imbianchino, muratore, piastrellista ed elettricista. È un tipo attento, preciso ma si causa sempre qualcuno che gli propone un lavoro e poi non lo paga (a detta sua). Io l’ho visto direttamente all’opera e, per quanto bravo, da un punto di vista operativo non si propone certo in modo vantaggioso per il fruitore del suo servizio. Lui chiede un compenso orario ma nello svolgere il lavoro è molto lento e facilmente si perde in chiacchiere al cellulare con amici e familiari che lo chiamano durante le ore di lavoro. La persona che gli commissiona il lavoro non è certamente d’accordo nel dovergli pagare le ore per intero quando lui sta con piacere al cellulare anche per dei quarti d’ora. Sarà per questo che le persone non lo interpellano più per un secondo lavoro? La soluzione potrebbe essere nella presentazione di un preventivo forfettario, indicando un tempo relativo in cui completerà il lavoro. Quando gliel’ho consigliato mi ha risposto che lui in quel modo ci avrebbe rimesso e invece così facendo si ritrova a casa senza lavoro a giocare davanti al PC. Ecco! È proprio qui il punto: non sarà che, nonostante tutte le sue lamentele, preferisce starsene a casa a giocare col PC, perché, comunque sia, mangia e beve grazie alla pensione della mamma?

Ecco un esempio esattamente all’opposto. Un altro mio conoscente si è destreggiato in diversi tipi di lavoro, adattandosi come un camaleonte a “mille” diverse attività. In 5 anni come vicini di casa non l’ho mai visto vivere un giorno da disoccupato. Aveva un figlio piccolo e una moglie poco volenterosa di lavorare, dunque si dava un gran da fare per mantenere la famiglia. Ora ha trovato un bel lavoretto, tranquillo, che gli permette di Essere ciò che È. Direi che se lo è meritato davvero!

Un altro esempio molto carino:

20 anni or sono avevo un’amica il cui padre era benestante, per non dire miliardario e lei avrebbe potuto vivere come la classica “figlia di papà”! Il padre voleva che la figlia si laureasse in Economia e Commercio ma lei era una creativa e voleva fare l’estetista. Così dopo due anni di università lasciò gli studi perché voleva realizzare la sua vera natura creativa. Il padre, contrariato per questa decisione, le tagliò i cosiddetti “viveri” per costringerla a riprendere gli studi universitari: un ricatto ovviamente! Lei però non si perse d’animo e cominciò a lavorare per pagarsi la scuola da estetista. Lei con le sue belle e lunghe unghie rosse si adattò a fare la donna delle pulizie, l’ambulante, la cameriera e la lavapiatti in ristoranti e trattorie. Dopo qualche anno, grazie a qualche risparmio e a ciò che guadagnava, si diplomò alla scuola d’estetista. Oggi ha un Centro estetico tutto suo! Il padre ha ancora un po’ il dente avvelenato, però riconosce la bravura imprenditoriale, l’assertività e la caparbietà di sua figlia e la stima per questo. Complimenti Barbara!

Morale: quando si vuole “fare” si “fa”! Quando si vuole trovare lavoro si può avere l’opportunità di trovarlo ma è assolutamente importante essere nella chiarezza di ciò che si vuole e si deve uscire dalle proprie paure e insicurezze.

Inoltre, tra i laureati, c’è chi è bloccato da un ossessivo pensiero egoico del tipo: “Ma quello non è il lavoro per cui ho studiato!” In questo caso le opzioni sono due:

 

a) Se hai davvero “bisogno” di denaro ti adegui! Se invece hai mammina e/o papino che comunque ti mantengono, beh…in questo caso passa all’opzione “b”;

b) Se ci tieni proprio tanto ad ottenere il lavoro per il quale hai studiato, come mai non te lo stai causando? Paura, incertezza, insicurezza o forse la scelta di quella professione era stata suggerita, quasi obbligata, dai tuoi genitori?

 

 Guarda quante cose su cui c’è bisogno di far chiarezza e quindi attuare un piano di lavoro di coscientizzazione attraverso le tecniche energetiche che ti consentono di riprogrammare la tua esistenza. Non è mai troppo tardi per ricominciare e/o modificare e ricreare.

Ecco a cosa serve la Crescita Personale: presa di coscienza!

Con gli strumenti giusti puoi cambiare e modificare ciò che non ti fa vivere serenamente!

Eh… sì…tante persone si lamentano della situazione in cui sono. Forse non sono consapevoli del fatto che se si rimane in quella condizione è perché comunque si hanno dei VANTAGGI che ad una prima analisi sfuggono.  Ma se si cercano nel profondo si possono senz’altro trovare.

È SEMPRE L’INDIVIDUO A CREARSI LA PROPRIA REALTA’…DA QUI NON SI SFUGGE.

Allora sappi che frequentando anche solo il primo livello di P.E.M. e/o Rubino puoi acquisire le informazioni e gli strumenti energetici per cambiare la tua situazione.

Cambia le tue convinzioni, cambia la tua realtà, ma non con il pensiero, la mente da sola non ce la fa! Devi intervenire nella parte più profonda, quella parte di te di cui, sicuramente, tu ne ignori l’esistenza.

Tanti auguri di chiarezza e consapevolezza.

 

Sonia Bottacin

 

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