IL PROBLEMA DI TANTI: NON SAPER DIRE DI NO.

Al di là del significato immediato che ognuno trae da questa frase, in essa si nasconde un inganno comportamentale variegato, ben celato e sofisticato.

Chi “non sa dire di no” agli altri, a prima vista, sembra una persona molto disponibile, altruista, gentilissima e di solito lo è. In realtà, questo “NON sapere dire di no”, spesso rivela una persona che agisce in conflitto con se stessa, in quanto vorrebbe riuscire a rifiutare la propria disponibilità ad una richiesta che le è stata rivolta, ma qualcosa interiormente le impedisce di farlo. Di fatto, quindi, questo comportamento nasconde un’incoerenza e un disallineamento con se stessi.

Analizziamo la cosa.

A volte per non saper dire di no, si creano le seguenti situazioni:

-         condizioni interiori di fatica, di rabbia e di contraddizione, perché a tutti i costi si vuol riuscire ad assolvere all’impegno preso;

-         quando non si riesce ad adempiere all’impegno preso ci si crea un senso di colpa e ci si può sentire giudicati;

-         se non si riesce ad adempiere all’impegno preso c’è il rischio che si crei un disagio all’altra persona;

-         in tutte le situazioni, sopra citate, si possono compromettere le relazioni affettive tra le persone coinvolte; 

 

BRAVO essere umano, quanto sei complicato!

“Sapere dire di no”…è importante!

 

Se dici “no”, non sei da considerare una “brutta persona”, ma semplicemente un individuo che, in quel frangente, non è nella possibilità di soddisfare la richiesta di aiuto dell’altro.

 

Un “no” sincero e immediato, sicuramente danneggia meno di un “sì” stretto tra i denti.

Vi racconto un episodio a me accaduto anni fa.

Gestivo una mia scuola privata di musica, per un anno ebbi un insegnante di sax molto bravo che sapeva coinvolgere a meraviglia gli allievi.

L’anno dopo gli chiesi di confermarmi la sua presenza nel mio corpo docenti e nel caso avremmo rinnovato il contratto annuale.

Mi confermò la sua presenza, firmò il contratto ma dopo un mese, a corso già avviato, mi informò di aver avuto richiesta da una scuola più vicina alla sua abitazione e che desiderava cogliere quell’opportunità, perché a lui più conveniente, in quanto avrebbe avuto meno spese di viaggio. Il risultato era che stava per abbandonare il suo posto di lavoro presso la mia scuola.

Gli allievi si erano iscritti tutti, avevano già versato la prima quota bimestrale e il tesseramento annuale.

Il comportamento di questo insegnante mi creò un notevole disagio.

Gli allievi si erano iscritti, perché sapevano di poter proseguire con lo stesso docente dell’anno prima. Ora aspettava a me dire a tutti che non era più così.

Mi infuriai e non poco, perché aveva già lavorato da me un anno, quindi gli era più che chiaro, sin dall’inizio, quello che sarebbe stato il rapporto costi e compensi.

La sua risposta fu: “A dir la verità non era mia intenzione proseguire anche quest’anno ad insegnare qui, ma non mi sono osato dirti di no, perché so quanto ci tenessi a me come insegnante, quanto gli allievi mi vogliano bene e perché ti avrei messo nei problemi per trovare un nuovo docente!”.

Il risultato, invece, fu DAVVERO causarmi dei problemi.

Conseguenze:

- Gli ricordai che aveva un contratto ma sembrava che ciò non lo interessasse.

Quindi gli chiesi, almeno, di scrivere una lettera dove lui, personalmente, spiegasse agli allievi questa sua scelta e si assumesse la responsabilità delle sue azioni. Non volevo certo che le persone interpretassero a loro modo questa sua decisione e ne venisse danneggiata la serietà della scuola, quindi la mia serietà!

- Mi impegnai con gli allievi a restituire il denaro dell’iscrizione nel caso in cui volessero lasciare le lezioni, in quanto, con l’insegnante privato di musica si crea una certa empatia e quindi qualcuno avrebbe potuto scegliere di non frequentare più quel corso con un altro docente.

- Dovetti cercare un altro insegnante alla velocità della luce, con serie difficoltà visto che richiedevo particolari requisiti: lo trovai dopo 2 mesi.

- Di conseguenza gli allievi persero 2 mesi di lezione, io ebbi un mancato guadagno per 2 mesi e persi l’intera quota annuale di un allievo che decise di abbandonare il corso di sax.

-         Inoltre ebbi dei costi per l’attivazione del contratto e per la gestione da parte dello Studio del lavoro per un mese.

-         Complimenti! Per non aver “osato” dirmi di “no” (un adulto quarantenne) al momento opportuno, ricevetti un discreto danno di immagine ed economico.

Comunque sia, sapendo e insegnando ogni giorno che ognuno di noi causa la propria realtà, mi feci una corretta assunzione di responsabilità dell’accaduto, e sulla base di questo, gli pagai lo stipendio di quell’unico mese, senza applicare alcuna sanzione per inadempimento contrattuale.

Cosa nasconde tutto questo nel profondo di chi “Non sa dire di no”?

- Incapacità di considerare le conseguenze delle proprie azioni nel caso si venga meno all’impegno preso;

- Insicurezza, incapacità di asserzione del proprio pensiero;

- Poco rispetto per gli altri, perché c’è poco rispetto per ciò che si vuole e si è;

-         Confusione interiore;

- Ricerca di amore e approvazione, la sindrome del bravo bambino;

- Un pizzico di presunzione: “E se io gli dico di no…poi, lei/lui, come fa?”

- Un falso altruismo che nasconde un credersi assolutamente indispensabili (tipico delle donne che hanno la sindrome della crocerossina…ad esempio);

- Un certo comportamento servile che per ognuno può avere origini diverse;

- E altro e altro ancora.

Con questo non voglio affermare che tutti i soggetti incapaci di dire “NO” presentino tutte queste problematiche interiori, ma certamente, in essi, sono presenti almeno alcuni di questi fattori scatenanti questo comportamento che è assolutamente INSANO e addirittura nocivo, per se stessi e per gli altri.

Mi permetto di dare un piccolo ma prezioso consiglio per questa tipologia di persone:

“Prima di confermare la tua disponibilità ad assolvere un impegno, prenditi del tempo per considerare tutto, per ascoltarti nel profondo. Con la persona che ti fa una richiesta di aiuto, senza timore e con un assoluto e umile rispetto per te stesso, prendi tempo. Rispondi che ci devi pensare un momentino e che poi le darai una risposta. Valuta quanto scritto sopra, ossia se vuoi e puoi davvero assumerti quell’impegno. La persona potrebbe dirti che deve saperlo subito, se sei disponibile o meno per aiutarla, ma, se tu non sei assolutamente certo della tua risposta, sii in grado di dirle che in quel momento non puoi risponderle, sii assertivo almeno su questa posizione! Sarà poi lei a decidere se attendere il tuo responso o dirti semplicemente che risolverà in altro modo il suo problema”.

Io “ero” tra quelli che “non sapeva dire di no”. A volte, per mantenere fede agli impegni presi, facevo letteralmente i salti mortali, fino a quando compresi da me che quello non era un modo corretto di procedere e che dovevo e potevo anche permettermi, con assoluta amorevolezza, di poter dire “NO!”. Ad oggi per me saper dire quel NO, è stata una grande conquista, perché so che così facendo, oltre a rispettarmi, non rischio di mettere in difficoltà chi ha bisogno.

Ricordatevi: è proprio bello dire di SI’, quando tutto il tuo essere dice SI’, quando è davvero il tuo Cuore che con gioia dice SI’!

Sonia Bottacin

 

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Commenti: 1
  • #1

    Socini Cristina (venerdì, 25 agosto 2017 10:31)

    Grazie Sonia...mi ha fatto molto BENE leggere il tuo articolo...quante volte ho fatto l'errore di non dire No..per tanti vari motivi...ed alla fine mi accorgevo di aver fatto una cosa..ma senza il cuore..l'amore...Ora..ho capito che prima di rispondere..penso..mi ascolto..e poi dico quello che sento dentro di me....Buona Giornata Sonia...e Grazie di Tutto�❤